| TESTO DEL DOCUMENTO
CHE DESIDEREREI FOSSE PUBBLICIZZATO
GRAZIE E SALUTI. Oreste
Preferendo evitare rapporti diretti con Ciclismo-online,
attraverso Codesto
sito vorrei invitare il Signor Matteo Romano,
chi lo ispira e tutti coloro
che dovessero pensarla allo stesso modo, di andare
a leggere la "Relazione
sul Quadriennio 2005/2008" approvata all'unanimità
da tutte le Società
Lombarde che hanno votato all'Assemblea Regionale
del 28 Febbraio 2009.
In ogni caso il responsabile di Ciclismo-online
dovrebbe avere il buon gusto
e l'onestà intellettuale di elencare (anzichè
di pubblicare sue valutazioni
in modo generico) i "danni" che secondo
Lui sarebbero stati provocati dalla
gestione "Casati" che - è bene
ricordarlo - è stata sempre condotta in
modo
collegiale e con il pieno accordo di tutti i componenti
il Consiglio
Regionale coinvolti nelle decisioni importanti.
Comunque, l'ambiente del ciclismo (sia regionale
ma anche nazionale) conosce
bene - e potrà giudicarne la personalità
- sia Oreste Casati sia Matteo
Romano, la cui "statura morale" può
trovare una dimostrazione nel modo con
cui ha trattato un argomento delicato quale dovrebbe
essere una vicenda
sentimentale di cui sarebbe stato protagonista
(vedi quanto da Lui stesso
pubblicato tempo fa in merito ai rapporti con
una Giudice di Gara).
Oreste Casati
Team Cinelli Playfull:rammarico di Cristina Leonetti
W IL FAIR PLAY
Gentilissima redazione,
raccolgo ed inoltro la lettera di rammarico di
Cristina Leonetti inviata al CO della Granfondo
Italia che si è svolta sabato 11 ottobre
a Carpi (MO), dove la sportività è
venuta totalmente a meno facendo spazio alla meschinità
e all'ipocrisia.
Ricordo che le nostre ragazze, impiegando il loro
poco tempo libero per gli allenamenti e dopo tanti
sacrifici, non attendono altro che il fine settimana
per potere dare sfogo al loro divertimento.
Capiate quale delusione si possa provare dopo
atteggiamenti come quelli che seguono.
Per giustizia sportiva e di cronaca, prego la
pubblicazione della lottera sotto riportata, in
modo che si noti come la mancanza di fair play
non sia propria dei vincenti, anzi!
Ringraziando anticipatamente per la gentile collaborazione,
colgo l'occasione per un cordiale saluto.
Enrico Cavallini
Buongiorno, sono Leonetti Cristina del Team Cinelli
Playfull. Ieri, 11 ottobre, ho partecipato alla
vostra gran fondo di Carpi. Ho letto il vostro
comunicato stampa del 10 ottobre nel quale mi
avete considerato tra le favorite per il percorso
lungo 2008 e vi ringrazio. Per questo motivo ci
tengo che voi sappiate come sono andate le cose,
visto che il mio nome non compare in classifica
della gran fondo.
Dopo circa 30 km.di corsa sono stata coinvolta
in una caduta avvenuta in testa al gruppo. Nonostante
avessi picchiato la testa, mi sono rialzata decisa
a ripartire. Perso il gruppo di testa, ho dovuto
faticosamente recuperare e come potete immaginare
in una corsa cosi' veloce non è assolutamente
cosa da poco. Sono riuscita a rimontare tutte
le altre donne eccetto la vincitrice Bandini Monica,
arrivando sulla linea d'arrivo seconda a circa
10 minuti da lei. Peccato che non mi ero accorta
che durante la caduta avevo perso il chip e quindi
non risultavo in classifica. Sentiti i giudici
mi sono procurata alcuni testimoni tra coloro
che hanno fatto tutta la corsa nel mio gruppo,
visto che la parola di mio marito che ha tagliato
il traguardo accanto a me poteva risultare poco
attendibile. I giudici conoscendo i miei risultati
stagionali e confidando nella mia lealta', con
il consenso della "falsa seconda", tale
Boldrini Cristina del Team Planet Bike, avrebbero
tranquillamente inserito il mio nominativo al
secondo posto della classifica assoluta donne,
come mi spettava. Purtroppo la suddetta "falsa
seconda" ha minacciato di fare ricorso alla
Federazione, ottenendo la mia esclusione dalla
classifica. Ringrazio tanto la malafede e l'antisportivita'
di questa pseudo atleta e mi chiedo come possa
gioire di questo suo ipocrita secondo piazzamento
quando oggi si guardera' allo specchio, se ne
avra' il coraggio!
Spero possiate comprendere quali dolori ho dovuto
sopportare durante la corsa e con quale determinazione
mi sono imposta di non mollare ,pur trovandomi
tagliata fuori dal gruppo, per poter recuperare
e riuscire ad onorare la vostra manifestazione,
mantenendo fede alle aspettative. Chiedevo solo
di avere cio' che meritavo e nulla di piu'.
Distinti saluti.
Cristina.
Pasquale Abenante un ciclista del Team Balzano
Mi
chiamo Pasquale Abenante sono un ciclista del
Team Balzano della prov. di Salerno precisamente
Scafati "cap 84018";sono un giovanissimo
appartengo alla cat G4 vinco tutte le domeniche
in campania. Ho disputate anche gare fuori regione
come Umbria il 25/04/08 e ho vinto;in Puglia il
10/08/08 e ho vinto; in Lazio 15/06/08 e ho vinto,la
prossima fuori regione andrò in Lombardia
il 05/10/08. Vorrei che mi publicheresti una mia
foto sul vostro gionale se è possibile,grazie
COMUNICATO DEI CORRIDORI
Lettera dei corridori della Saunier Duval-Scott
ai suoi sponsors
21/07/2008
Alla cortese attenzione dei Responsabili Saunier
Duval Scott
Dopo i recenti fatti accaduti al Tour de France,
noi corridori della Saunier Duval Scott affermiamo
che tutta la nostra squadra, dai corridori allo
staff tecnico (Mauro Gianetti, Matxin Fernandez,
Pietro Algeri, Sabino Angoitia e Matteo Algeri)
e medico (Jose Ibarguren, Juan Carlos Alameda
e Maria Sagasti), ha sempre creduto in un ciclismo
pulito e credibile, punto focale di tutte le riunioni
della squadra!.
Il nostro team Manager Mauro Gianetti ci ha proposto
e coinvolto ad assumerci l'impegno in atti umanitari
(nel Mali per la difesa dei diritti umani e per
la salvaguardia del pianeta) proprio per insegnarci
quanto per la nostra squadra siano più
importanti la dimensione umana e l'etica di questo
sport rispetto al risultato puramente sportivo.
Non accettiamo, anzi condanniamo, la scelta di
alcuni corridori che hanno cercato nell'inganno
la possibilità di vittoria. Allo stesso
modo non vogliamo che venga messa a repentaglio
la reputazione fino ad oggi ottima di noi corridori
e dei dirigenti della Saunier Duval Scott.
Non vogliamo pagare per gli errori altrui e continuiamo
a sperare nella fiducia di una Società
che fino ad oggi ha creduto in noi, impegnandoci
nel proporre ogni giorno quell'immagine di serietà
e onestà che sempre abbiamo dato.
I nostri principi si sono sempre basati su un
duro allenamento e su un sano gioco di squadra,
grazie ad un team attento e disponibile che ci
ha sempre e solo chiesto l' impegno massimo ed
un comportamento ineccepibile, ma mai un risultato
sportivo ad ogni costo.
Non possiamo e non vogliamo arrenderci di fronte
ai fatti di cronaca: chi ha sbagliato è
giusto che paghi! Ma vi chiediamo di salvaguardare
chi invece ha sempre faticato e lottato onestamente
per l'onore della Squadra!
Crediamo di poter dare ancora molto al ciclismo
e confidiamo nel vostro supporto per continuare
a praticarlo, e dimostrare che la Saunier Duval
Scott è una squadra composta da corridori
che prima ancora sono uomini- seri e onesti!.
I corridori della Saunier Duval-Scott: Raúl
Alarcón, Raivis Belohvosciks, Alberto Benítez,
Rubens Bertogliati, Iker Camaño, David
Cañada, Eros Capecchi, Ermanno Capelli,
Juan José Cobo, David de la Fuente, Jesús
del Nero, Arkaitz Durán, Alberto Fernández
de la Puebla, Denis Flahaut, Ángel Gómez,
José Ángel Gómez Marchante,
Héctor González, Beñat Intxausti,
Josep Jufre, Rubén Lobato, Javier Megías,
Manuele Mori. Luciano Pagliarini, Aurelien Passeron.
Dott.Luigi Ferritto Dipartimento di Medicina Generale
Il “Cuore d’Atleta”
“Oltre i limiti della natura…”
A cura di Luigi Ferritto
Invio documento, scritto a scopo divulgativo
e gratuitamente,(Sono medico ma anche atleta di
mountain bike) per spiegare con semplici parole,
agli atleti, i possibili adattamenti cardiovascolari
all'esercizio fisico intenso.
Spero di riuscire nello scopo che mi sono prefisso!
Se convenite con il mio scopo potete pubblicarlo
liberamente!
Distinti Saluti
Per Scaricare Documentazione CLICCA
QUI
Dott.Luigi Ferritto Dipartimento di Medicina
Generale, Ambulatorio di Fisiopatologia dello
Sport della Clinica “Athena” Villa
dei Pini di Piedimonte Matese (CE) e-mail: luigiferritto@email.it
sportandsearch@email.it
Fondazione Marco Pantani
Onlus
Caso Fois: coacervo di ipocrisie e distorsioni..
La Fondazione Marco Pantani Onlus, nell’esprimere
le più sentite condoglianze alla famiglia
Fois per la scomparsa di Valentino, non può
non rimarcare quanto, ancora una volta, la morte
di un ciclista o ex ciclista sia, per certa stampa,
l'occasione per richiamare al doping ed ai suoi
pretesi effetti, in termini generici e demagogici,
senza alcun carattere di scientificità
né, tanto meno, una seria analisi sociale
del fenomeno.
Questo atteggiamento, oltretutto, si spinge ad
"impreziosire" la notizia - di per sé
tristissima e meritevole soltanto di rispetto
e non di vano clamore - accostandola senza ragioni
(posto che le sole riconoscibili, quelle del passato
sportivo, sono passate in silenzio) a Marco Pantani.
E’ morto un uomo, nella sua casa, per cause
ancora tutte da accertare.
Eppure s’è già fatta l’autopsia,
si sono già spiegati i perché, si
sono già trovati i colpevoli.
I verdetti vengono dai facili censori e dai perbenisti
di facciata, conditi di quella ipocrisia fastidiosa
che, invece di rispettare sinceramente un lutto,
lo trae a spunto per coltivare le proprie teorie.
Del resto, si vede che sono occasioni troppo ghiotte
per certa stampa scandalistica che si dibatte
d a anni sul tema doping, scansandone spesso la
storia, l’entità orizzontale, i presupposti
sociali che germogliano nella quotidianità
della gente comune (altrimenti non si spiegherebbe
la fortissima estensione del fenomeno fra gli
amatori), preferendo il semplicistico richiamo
al capro espiatorio al sofferto tentativo di capire
le radici del problema e la sua reale estensione:
il ciclismo dopato diviene così il facile
riferimento, il soggetto paradigmatico del doping
nello sport e, di conseguenza, il Campione Marco
Pantani deve essere rievocato per fungere da emblema
di quella che si tinge ogni giorno di più
dei colori di una colossale montatura mediatica.
Di qui, la scomparsa di Fois (ancora avvolta dal
mistero circa le cause effettive) diviene pretesto
sufficiente per assiomi che la riferiscono alla
riscontrata positività dell'atleta risalente
ad oltre cinque ad dietro ed al solo fine di sviluppare
teorie sul percorso doping-depressione-droga che
si rivelano ridicole, prima ancora che sul piano
scientifico, ad una semplice analisi statistica.
Ma Valentino era amico di Marco, per i sei mesi
di militanza nel medesimo sodalizio sportivo,
ed è quanto basta per ricondurre ad unità
i due episodi e trarre conclusioni semplicistiche
e forzate, aberranti ed offensive per i due interessati,
le loro famiglie, la gente che li ha amati ed
ha fatto il tifo per loro.
Le derive umane ci sono, nella vita di ogni giorno
e quasi sempre lontane dalla bicicletta: coinvolgono
le fasce più impensabili, tanto nella povertà,
quanto nella ricchezza e nella fama. Sarebbe utile
che anche tanti giornalisti lo capissero e studiassero
un po’ di più la sociologia, piuttosto
che la cosiddetta “farmacologia da ciclismo”.
E’ cultura anche questa, esattamente come
la capacità di capire, quanto il silenzio,
di fronte ad un mare di incertezze, sovente, valga
più di migliaia di parole.
Infine un invito all’Associazione Ciclisti
Professionisti, affinché la continua invadenza
della stampa in questo sport e verso i suoi atleti
- al fine di far passare l'equazione ciclismo
= delinquenza e marciume - trovi una risposta
compatta, chiara e forte a difesa di questo sport
e di chi lo pratica, assumendo finalmente iniziative
serie ed anche di grande impatto e presa verso
l'opinione pubblica.
A conclusione, la famiglia Pantani, contrariamente
a quanto scritto in taluni giornali di oggi (29
marzo) dichiara di non aver mai querelato Valentino
Fois, nel contempo di fronte alle tante falsità
presenti nella stampa odierna e coinvolgenti Marco
e la sua memoria, riserva eventuali azioni legali
del caso, a tutela di quella immagine e del rispetto
che si deve a chi non può replicare ed
a chi, suo famigliare, non deve essere ulteriormente
oggetto di indirette infamie, avendo già
officiato all’uopo gli avvocati Gabriele
Bordoni e Alessandro Monti.
Fondazione Marco Pantani Onlus
Nel parco medievale
di s.silvestro con la bici
salve sono paolo camelli
amministratore della società terranostra
che gestisce le strutture ricettive dei parchi
val di cornia nella riviera etrusca.
in particolare vi segnalo il parco archeominerario
di s.silvestro,luogo posto nelle colline di Campiglia
m.ma,con il sito medievale denominato Rocca di
S.silvestro.
l'ostello palazzo gowett è una struttura
che offre servizi alberghieri e di ristorazione
adatti ad un turismo verde ed ambientalista,
da quì si parte per un lungo e significativo
tuor ,all'interno del parco,adatto agli amanti
della bicicletta.
un week end in qualunque periodo dell'anno è
offerto a 43 euro a persona in camera doppia o
multipla e comprende: cena,pernotamento,colazione,pranzo
al sacco,cartina dei percorsi,cd con immagini
dei parchi val di cornia e dei servizi disponibili.
per maggiori informazioni ed eventuali accordi
www.podere-tuscania.it info@podere-tuscania.it
cel 3409398927
saluti paolo
Al via il grande progetto
Corsi di Formazione Allenatori Indoor Cycling
TEAM MAC ITALIA e CSEN-CONI
UN PROGETTO FINALIZZATO
AL RILASCIO
DI UN DIPLOMA TECNICO PROFESSIONALE
EMESSO DAL CENTRO SPORTIVO EDUCATIVO NAZIONALE
²CSEN²
ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA RICONOSCIUTO DAL C.O.N.I.
0biettivi:
- Formare una figura professionalmente preparata
nell¹elaborare e condurre allenamenti di
Indoor Cycling
- Riqualificare il ruolo di ³Istruttore²
ampliando competenze e preparazione in modo tale
da raggiungere
la qualifica di Allenatore.
prima data a Roma: dal 1° Marzo 2008
Corso di Allenatore -1°livello
Sporting Village - Via Polia, 44
Registrazione ore 8.30 - inizio corso ore 9.00
50 ore suddivise tra teoria e pratica, più
10 ore dedicate agli esami;
2 week end consecutivi;
dopo 15 giorni, il sabato per i riepiloghi e la
domenica gli esami
Il Corso è articolato nei seguenti 4 moduli
didattici con rispettivi esami:
Modulo 1 - Tecnica di base: protocolli e cicli
d¹allenamento, la musica e l¹utilizzo
del PC per la costruzione delle lezioni, esercitazioni
di gruppo sui protocolli di allenamento, conduzione
e presentazione delle lezioni, indoor cycling
e outdoor, la bicicletta.
Modulo 2 - Medicina Sportiva: elementi di medicina
sportiva e fisiologia, applicati all¹insegnamento
dell¹Indoor Cycling, prevenzione degli infortuni.
Modulo 3 - Scienze Motorie: elementi di scienze
motorie, fattori energetici, metabolismo.
Modulo 4 Marketing e Organizzazione: elementi
di marketing e customer service, gestione risorse
umane, meccanismi di feedback e comunicazione.
Costo del corso: euro 600,00 IVA inclusa
inclusa tassa d'esame, rilascio attestato e tesserino
tecnico
escluso certificato medico,
incluso 1 CARDIOFREQUENZIMETRO che rimarrà
di proprietà del candidato
Comunicato Stampa, locandina
Info, e Modulo iscrizione
su www.sportmac.com
Info / Pagamenti: direzione@sportmac.com
Segreteria Team MAC:
Via Polia, 47 - 00178 Roma - Tel. 06 71053416
- 06 71289575
segreteria@sportmac.com
Santuario Mariano di Forno di Coazze.
Buon Giorno. Sono don Dino Morando rettore del
Santuario Mariano di Forno di Coazze. Come ogni
anno la seconda domenica di Giugno attendiamo
il pellegrinaggio dei ciclisti. Specialmente quest'anno
che ricorre il Giubileo delle apparizioni di Lourdes,
per chi non può recarsi nella città
dei Pirenei, può visitare la Nostra Piccola
Lourdes. Le funzioni per quella domenica sono
alle ore 10,30 e alle 16 le SS Messe.Al termine
la Benedizione su tutti i presenti e ci auguriamo
molti ciclisti.
Per chi desiderasse il pranzo c'è la possibilità
di consumarlo al sacco o fuori all'aperto nei
luoghi appositi o se fa freddo al coperto, oppure
al Ristorante dei pellegrini previa prenotazione
al n. 011.9349828.
Vi sarei grato poteste aiutarci a pubblicizzare
questo pellegrinaggio nelle vostre sedi periferiche
piemontesi. Grazie Don Dino
L’anno trionfale
di Wilier Triestina
Nel 2007 vendite in crescita
costante. Ottimi riscontri in Giappone, Usa ed
Europa
E’ stato un 2007 di successi, e non solo
sulle strade del Pro Tour. Wilier Triestina Spa,
26 dipendenti, fornitore e sponsor del Team Lampre
e di numerose società dilettantistiche
e giovanili, archivia un anno di scelte azzeccate
sul piano strategico e commerciale.
Il dato più eloquente riguarda il fatturato,
che a fine novembre si attestava a 20 milioni
e mezzo di euro, con un incremento rispetto all’anno
prima del 18%.
Se nel 2006 sono stati realizzati 11.500 fra bici
complete e telai, il dato produttivo dell’anno
appena trascorso parla di 15.200 pezzi. Il balzo
del 32% va rintracciato innanzitutto nei mercati
stranieri, dove la crescita di Wilier Triestina
negli ultimi dodici mesi è stata addirittura
del 65%.
Grazie ad un’avveduta gestione della rete
vendite, in Europa è stata raggiunta una
migliore penetrazione anche in nicchie geografiche
prima inesplorate, con il consolidamento degli
sbocchi tradizionali. In Inghilterra, Danimarca
e nel Benelux i numeri sono più che raddoppiati;
ottimi riscontri sono arrivati anche da Francia
e Spagna.
L’azienda di Rossano Veneto si è
rinforzata ulteriormente negli Stati Uniti, dove
è nata una società collegata (Wilier
Triestina USA) che opera direttamente sul mercato
americano con sede amministrativa a New York e
base logistica ad Atlanta. Grazie a questa operazione
la fetta di mercato statunitense è aumentata
di due volte e mezzo.
Il dato di bilancio più sensazionale, tuttavia,
riguarda il Giappone, un Paese in cui il Made
in Italy sta spopolando: nell’arco di un
anno le Wilier Triestina vendute sono passate
da 130 a quasi mille.
Fra i modelli di maggior successo nel 2007 le
alta gamma Cento e Le Roi, con buoni riscontri
anche per Mortirolo, Izoard, Lavaredo. Le Mtb
Solitario e Oro Puro sono in costante crescita.
“Nell’alta gamma abbiamo assistito
a un trend di crescita particolarmente elevato
– afferma Andrea Gastaldello, amministratore
delegato di Wilier Triestina Spa -. In Italia
ci siamo consolidati ma in prospettiva futura
i nostri progetti sono altrove. All’estero
ci sono ancora grosse potenzialità, soprattutto
nei Paesi extraeuropei, dove il Made in Italy
è molto ben visto e il nostro marchio ha
ampi margini di miglioramento”.
Nel 2008 Wilier Triestina conta di confermare
gli ottimi risultati del 2007 negli USA e in Giappone
e di rinforzarsi in Germania e Francia. Fra i
mercati più promettenti c’è
il Sudafrica, dove a marzo la casa di Rossano
Veneto sarà presente ad un’importante
manifestazione fieristica.
Nel mese di giugno i rivenditori Wilier Triestina
di tutto il mondo saranno accolti in Italia per
partecipare ad un grande evento promozionale che
coinciderà con il lancio in anteprima della
gamma 2009.
Eros Maccioni
Pierpaolo Addesi per l'anno 2008 correra' per
il team " Acqua & Sapone - Masciarelli
- diversamente abili"di Torrevecchia Teatina
( ch)
Gent.le
Sig. re Alessandro le scrivo dopo aver letto l'articolo
sullo sport disabili,di preciso quello "saunier
duval - scott"
l'atleta paralimpico Pierpaolo Addesi per l'anno
2008 correra' per il team " Acqua & Sapone
- Masciarelli - diversamente abili"di Torrevecchia
Teatina ( ch) equipaggiato da bici DE ROSA in
uso da Pierpaolo gia da diversi anni, e che lo
accompagnera' fino a Pechino 2008.
Grazie
Valentina Insolia
COMO SONO APERTE LE ISCRIZIONI
PER UN CORSO GIUDICI DI GARA
COMO Il Comitato Provinciale di Como d’accordo
con quello Regionale di Milano apre le iscrizioni
ad un corso per giudici di gara di ciclismo che
si terrà nei primi mesi del 2008. Basta
trasmettere generalità complete di indirizzo
(e numero di telefono) al Comitato di Como Viale
Masia – Palazzina Coni- 22100 Como. "Referente
Provinciale C.R.C.G. Eligio Bartesaghi Tel.031/540009
Madonna di Campiglio 5
giugno ’99
Cosa ci dice Renato Vallanzasca.
Il primo motivo che spinge attività e programmi
della Fondazione Marco Pantani, si può
riassumere in una frase: “Esaudire le volontà
di Marco”. In questo senso, si muovono gli
interventi sociali, soprattutto verso i più
giovani, ed in questa direzione, va l’attenzione
particolare che si deve riservare al tormento
totalizzante degli ultimi anni della sua vita:
scoprire la verità su Madonna di Campiglio.
Pantani, non ha mai accettato quel responso come
legittimo e, tanto meno, ha potuto accettare quanto
su ciò che definiva falso, si potessero
scatenare intere campagne, atte a distruggere
la credibilità della sua persona e del
suo sublime talento. Ha combattuto da uomo sensibile
come po chi, complesso come lo sono tutti quelli
che hanno qualcosa che sfugge alla normalizzazione
dell’ovvio o degli opportunismi, che vivono
l’abnegazione e lo sconforto di chi possiede
una voce diversa, immanente, intrisa dei messaggi
scatenanti ed intuitivi tipici dell’arte.
Chi è così, non si può tradurre
col vocabolario del solito che cozza e fa spesso
a pugni coi fascinosi stigmi del talento; chi
è così, un una società come
la nostra, può più facilmente cercare
sostegni illusori, autodistruttivi, ma lo fa sempre
con una luce che va letta e che è prodiga
di significati.
Campiglio e le sue verità da cercare, hanno
sempre rappresentato, il primo punto su cui la
famiglia di questo straordinario campione (da
studiare anche sulle ottiche meno frequentate
o addirittura dimenticate dello sport), nel momento
in cui s’è determinata compiutamente
nella Fondazione a lui intitolata, sentiva il
bisogno di dedicarsi con la più piena volontà.
In questi mesi di studio e rivisitazione sul trascorso,
per sviluppare al meglio ciò che Marco
voleva, mamma Tonina e, con lei, l’intera
Fondazione, han partorito ricerche nell’arco
intero dell’odissea del campione, interpretando
e sostenendo al meglio ciò che all’esterno
avveniva, nonché riprendendo tasselli della
vicenda un tempo sottostimati o non approfonditi.
In questo quadro, s’è mossa la lettura
del libro “Il fiore del male - Storia di
Renato Vallanzasca raccontata da lui stesso”
(ottobre 1999 Casa Editrice Tropea), scritto da
Carlo Bonini e, appunto, da Vallanzasca. Nel testo
è presente un preciso riferimento al Giro
d’Italia ’99, da considerarsi più
che interessante, proprio perché proveniente
da “zona” completamente esterna al
mondo del ciclismo e, già a suo tempo,
capace di muovere il legale di Marco al processo
di Tione. L’apertura di un blog da parte
di Vallanzasca, ha anticipato la volontà
di un incontro con lui, per conoscere meglio i
particolari narrati nel libro e la richiesta di
maggior conoscenza, fattagli pervenire attraverso
il blog, s’è tradotta in una lettera
di risposta dello stesso, da ritenersi importantissima
per la gravità dei suoi contenuti.
Ora, non siamo noi a poter stabilire la credibilità
delle sue affermazioni: non siamo giudici e non
è che a priori uno possa definirsi attendibile
o meno, ma è nostro dovere ringraziarlo
per la disponibilità dimostrata, nonché
rimarcare la sua coerenza con quanto scritto sul
libro nel ’99. La lettera però, aggiunge
particolari e presenta più di un motivo,
affinché un magistrato si muova ad indagare.
La famiglia Pantani e, di conseguenza, la Fondazione
intitolata al campione, lo chiede, ma dalla lettura
del testo che poniamo in calce, c’è
ragione di credere siano in tanti, tantissimi,
potremmo dire milioni, a volerlo.
Il testo integrale, che
ci ha inviato Vallanzasca.
Milano - Opera, giovedì
8 novembre 2007
Buongiorno Carissima Signora Tonina.
Scusandomi per il “famigliare Tu”
che vuole solo esprimere tutto l’Affetto
e il Rispetto che porto a Te e a tutta la Tua
Famiglia, immediatamente dopo aver ricevuto il
massaggio inviato al sito, mi precipito a rispondere
a Te e a Tuo nipote Thomas.
Lascio poi a Te la decisione se dare il via libera
ad Antonella se mettere o meno in rete questa
mia… Perché se da un lato, per la
mia immagine, la cosa potrebbe tornare più
che utile… dall’altro, capisco perfettamente
che si tratta di un Dolore Talmente Grande e Personale
che potresti desiderare di voler tenere tutto
per Te!... Decidi Tu!!!...
Nel caso che Tu decidessi di non mandarla blog,
come mi dovrei regolare con le domande che mi
sono giunte (da Marco, la freccia, Gabriele Guerini,
Bruno e…) sempre riguardo alla Tragica vicenda
del Tuo Compianto Marco, che mi ha coinvolto a
causa del passaggio ne Il fiore del male?... Ignorarle
non mi pare corretto… ma altrettanto sarebbe
se dicessi loro le stesse cose!... Fammi sapere…
Grazie!
Premesso che non vorrei passare per colui che
vuol svelare il mistero di Fatima, posso dirti
quanto è a mia conoscenza e che dissi senza
togliere o aggiungere una virgola, al PM di Trento
che venne ad interrogarmi, come persona informata
sui fatti, subito dopo che la Gazzetta dello Sport
aveva riportato uno stralcio del libro che sarebbe
uscito da lì a poco.
Non sapevo e neppure ora so cosa sia successo
di preciso: quel che è certo che quattro
o cinque giorni prima che fermassero Marco a Madonna
di Campiglio, mi avvicinò un amico, anche
se fo rse lo dovrei definire solo un conoscente,
che mi disse: “Renato, so che sei un bravo
ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo…
per questo mi sento di farti un favore”.
Ero in vero un po’ sconcertato ma lo lasciai
parlare… “Hai qualche milione da buttare?...
Se si, puntalo sul vincitore del Giro!... Non
so chi vincerà… ma sicuramente non
sarà Pantani!...”… Da un lato
ero certo che nessuno avrebbe mai pensato di potermi
fare uno spiacevole scherzo… ma dall’altro
vedevo Marco che viaggiava troppo forte!…
Glielo feci presente dicendogli testualmente Per
non farlo arrivare a Milano in Rosa, gli possono
solo sparare… e Lui continuò dicendo:
Senti Renato, non so come, ma il giro Non lo Vincerà
Sicuramente Lui!!!... Sapevo chi era e quali erano
le sue frequentazioni a livello di scommesse clandestine
e così la presi per buona, anche se non
avrei comunque scommesso perché, non sono
uno scommettitore… ma anche volendo, non
avevo disponibile una cifra così consistente
da cambiarmi la vita…
Le due sole possibili alternative allo strapotere
di Marco erano, seppur molto alla lontana, Gotti
e Jalabert, quindi, nella logica di quell’amico,
avrei solo dovuto sceglierne uno… Se non
ricordo male, Gotti era dato a 2 e 1/2 e Jalabert
a 4 o poco meno!... e quando gli risposi no grazie…
anche perché soldi da buttare non ne avevo!...
Mi rispose che era talmente certo che la dritta
fosse garantita che, se avessi voluto, i soldi
della giocata me li avrebbe anticipati Lui…
e che se Per Assurdo Pantani avesse vinto…
saremmo stati pari… Era un suo modo per
rassicurarmi… ma se io gioco difficilmente
con i miei soldi, figurarsi se potrei mai farlo
con quelli degli altri: così dissi di no!
Nei due o tre giorni seguenti Marco aveva guadagnato
ulteriormente sui due rivali… ed io, dopo
ogni arrivo, dicevo all’amico Si può
solo sparargli… e Lui che era il solo che
capiva anche se lo dicevo in presenza d’altri,
mi rispondev a… Vedrai… e comunque,
più Lui vince e più ci si avvicina
a Milano… più le quote degli altri
salgono…
Personalmente sono convinto che neppure Lui sapesse
dove stava il trucco… cioè se, per
fare un esempio, lo avrebbero fatto cadere, o
se… uno spettatore impazzito gli avrebbe
dato una martellata… ma era Certo che Marco
NON avrebbe vinto!...
Il sabato, il giorno del blitz a Madonna di Campiglio,
non erano ancora le otto e chiesi di andare in
doccia , mi preparavo per il colloquio…
il tempo che mi aprissero e una volta in corridoio,
nel tragitto per arrivare alla sala docce, dovevo
passare anche davanti alla cella di quell’amico
che, vedendomi, ancor prima di salutarmi, mi disse:
Hai sentito la tv?... C’è stato un
blitz dell’antidoping al Giro… Hanno
fermato Pantani... ripartiranno senza di Lui!...
Mi sono detto “ecco dove stava il trucco”!...
ma per non far capire nulla a nessuno, fossero
essi detenuti o guardie, dissi solo Mi dispiace…
ma ora devo andare a prepararmi per il colloquio…
del resto, se per qualche conoscente a Napoli
non era troppo difficile truccare qualche partita
di calcio… figurarsi quanto poteva essere
semplice impedire al più forte di vincere!...
e queste, credimi, non sono supposizioni!!!...
Mia Cara Signora, io non posso dirti quello che
non so, ma È Certo che 4 o 5 giorni prima
di Madonna di Campiglio sono stato consigliato
vivamente di puntare contro il Tuo Ragazzo perché,
poteva vincere Gotti, o Jalabert… o, al
limite, chiunque altro… ma Pantani non sarebbe
arrivato a Milano in maglia rosa!!!
Questi sono i fatti che ho raccontato anche al
giudice di Trento!... Mi spiace che la mia testimonianza
non sia approdata a nulla!!... Sia perché
avrei tanto voluto salvare l’Onorabilità
di un Grande Sportivo qual è stato Marco…
ma ancor più perché mi sono convinto
(ma questa sì, che è solo una…
drammatica supposizione!...) che… quell’episodio
ha sconvolto la vita del Tuo Marco al punto, a
quanto pare, da… consegnarlo alla droga!...
Mi rendo conto che questa mia, più che
lenire il Tuo Dolore… finirà probabilmente
per acuirlo… ma Tu mi hai fatto una domanda
e io non ho potuto far altro che rispondere, pur
consapevole che poco o nulla avrei potuto aggiungere
a ciò che ho sc ritto nel libro e detto
al magistrato! Avrei voluto fortissimamente dirti
qualcosa per aiutarti almeno in parte a Capire…
anche a costo di farti contattare personalmente
e non attraverso la rete!!... Purtroppo non posso
farti clamorose rivelazioni su quello che non
conosco!!!
Ritienimi sempre a Tua completa disposizione per
qualunque cosa!... e se un domani riuscissi a
saperne di più… anche solo per dare
a Te personalmente le risposte a quel che Ti angoscia…
Sarà mia premura riferirtelo, hai la Mia
Parola!!!
Ti Saluto e Ti Abbraccio Unitamente a Thomas
e alla Tua Famiglia Tutta.
Con Stima ed Amicizia…
Renato
Fabio gilioli " IO ACCUSO"
Mi chiamo Fabio Gilioli
e vi scrivo unicamente per denunciare la mia incresciosa
situazione, creatasi a causa di determinati personaggi
dell’ambiente del ciclismo professionistico,
e per tutelare la mia immagine di serio professionista.
La mia passione per il ciclismo nasce all’età
di dodici anni e dopo la trafila nelle categorie
giovanili, dopo aver vinto innumerevoli gare nazionali
ed internazionali, approdo al professionismo nel
settembre 2002 con il Team Panaria.
Nel 2005 vengo tesserato dal team Universal Caffè,
nel quale tutt’ora milito.
Dopo tre anni di seria attività professionistica
ho percepito solo un quarto degli emolumenti a
me spettanti, come da regolari contratti depositati
presso la Federazione Ciclistica Italiana (FCI)
e l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI).
Stanco della situazione drammatica, da me per
troppo tempo sopportata, dopo innumerevoli tentativi
di conciliazione, mi sono deciso a denunciare
il fatto all’Associazione Ciclisti Professionisti
Italiani (ACCPI).
Il risultato è stato l’immediato
fermo, per ritorsione da parte Team, della mia
attività agonistica e la mancata iscrizione
a tutte le gare alle quali il Team Universal Caffè
ha partecipato.
Le motivazioni di scarso rendimento, addotte dal
Team, sono state immediatamente smentite dall‘ACCPI,
la quale ha verificato che il mio rendimento è
tra i migliori della mia squadra, se non il migliore.
Conseguenza: l’azione del Team Universal
Caffè, oltre ad avermi ridotto in pessime
condizioni economiche, non mi permette di mettermi
in mostra per un eventuale ingaggio da parte di
altri team professionistici.
E’ per me estremamente doloroso denunciare
tutto ciò, ma ritengo di doverlo fare per
l’amore che nutro per il ciclismo e per
tutti coloro che a questo sport dedicano i migliori
anni della loro vita, avendo la sfortuna di incontrare
sulla loro strada certi personaggi.
Fortunatamente le varie associazioni e istituzioni
come ACCPI, FCI e Coni stanno sostenendo la mia
posizione affinché certe situazioni non
abbiano più a verificarsi.
Per ulteriori particolareggiate informazioni:
www.helpfabio.it
Distinti saluti
Fabio Gilioli
Recapiti :
gilio79@virgilio.it
Auto Maleducata
buonasera gentile direttore volevo informarvi
di un fatto accaduto oggi, noi arriviamo da sondrio
e mio marito stava andando verso bosisio per una
gara quando ci ha sorpassato un auto della soceta
del boscone ambrosoli allievi e ha buttato fuori
dalla macchina delle bottigliette di plastica
e oggetti vari noi li abbiamo fotografati, però
son venute sbiadite se potete digli qualcosa ci
fate un favore grazie e salve simona
alex.schiantarelli@virgilio.it
FRANCESCO ALBERGHINI
CAMPIONE ITALIANO DISABILI 2006 CP4
Caro direttore, mi chiamo Francesco Alberghini
atleta disabile che pratica ciclismo con grande
passione e sacrificio. Le scrivo per chiederle
cortesemente se Lei è in grado di aiutarmi
a trovare qualche sponsor anche piccolo per poter
partecipare alle prove di coppa europa per acquisire
i punteggi per poter provare a qualificarmi per
pechino 2008. Non so più cosa fare per
questo mi rivolgo a Lei, non vorrei abbandonare
proprio ora con tutti i sacrifici che fatto questo
inverno passato, se lei potrà aiutarmi
la ringrazio infinitamente.
Domenica 6 Maggio parteciperò ai C.I.
assoluti a cronometro Rosignano Solvay Li
La saluto cordialmente, con stima
Francesco Alberghini
Tel.Off. +3951/6786415 Cell. 339-4902545
Ciclismo:
dico la mia, di Claudio Santi
"la presunzione di innocenza è indispensabile
per qualsiasi civiltà e per qualsiasi persona"
Dopo sei mesi dalle mie dimissioni da vice presidente
Europeo, nel caos totale dello sport che amo e
frequento da bambino (in tutti i ruoli da corridore
a dirigente) vorrei provare a dare un contributo
con una mia opinione: sono sempre stato convinto
che il doping è il male principale del
ciclismo e ho sempre detto che và combattuto
per il futuro del nostro sport senza rassegnazione,
come molte eroiche persone combattono un tumore.
Ma l'antidoping non deve essere un modo per fare
una guerra interna senza esclusione di colpi.
Tutti devono essere considerati innocenti anche
se si sa che di innocenti ce ne sono pochi, sperando
che ci siano i pochi. Proprio la presunzione di
innocenza, condizione indispensabile per qualsiasi
società civile, e una maggior crescita
di una seria cultura antidoping può migliorarci.
Altrimenti prevale la furbizia, una delle peggior
doti dell'uomo che possiede invece, per nostra
fortuna, anche l'intelligenza e la capacità
di riflettere. E' necessario, a mio parere, aprire
un serio e costruttivo confronto di idee e una
profonda consapevolezza e collaborazione per creare
un futuro che ridia la credibilità al nostro
sport. Per riavere la fiducia delle famiglie che
vedranno i loro figli pedalare in futuro; è
la condizione indispensabile per la nostra esistenza
e per il nostro orgoglio di ex ciclisti. I processi
sommari, le accuse reciproche, le colpe date a
uno e all'altro portano nella direzione opposta,
chi si crede più furbo crede di farla franca
scaricando le colpe su altri perchè non
scoprano le sue. Ma ogni uomo ha l'obbligo della
fiducia e della speranza e io credo che il presidente
dell'U.C.I., l'amico Pat Mc Quaid, ex corridore
e padre di corridore abbia l'intelligenza e la
sensibilità per impegnarsi a fondo e per
uscire da questo lunghissimo tunnel. Cosi come
non ritengo giuste le critiche che mi hanno rivolto,
alcuni ex dirigenti, per l'appoggio al presidente
della FCI Renato Di Rocco in campo internazionale
in occasione della sua candidatura all'Unione
Europea del Ciclismo. L'Italia, con la sua grande
storia e il suo grande movimento, deve avere la
possibilità di esprimersi, la vendetta
non serve a nulla e mi ha fatto piacere che il
presidente mi abbia ringraziato dinnanzi alle
altre federazioni. Poi ognuno rimane della sua
idea. Ma ora, dai dirigenti ai corridori, a mio
modesto parere, serve un passo in più,
il dialogo e il perdono, attraverso la consapevolezza
che il doping è un tumore terribile. E
una riflessione convinta, che il passato contiene
errori che in futuro non ci si deve e non ci si
può permettere. Ma ora basta. Continuare
su questa strada rivoluzionaria di guerra tutti
contro tutti, porterebbe, nel nostro piccolo,
ad una riedizione della rivoluzione Francese,
tutti sotto la ghigliottina anche i più
forti sostenitori che la ghigliottina è
la cosa più giusta. E il popolo, come allora,
ci guarderebbe morire, applaudendo numerosi e
pensando "siete i nostri idoli, ma fate schifo".
Non è meglio abolire la ghigliottina e
darsi una moralità e una regolata tutti
insieme?
Claudio Santi
mercoledì
10/01/2007
Quotazione di una bici da corsa Anni 28/30 Buongiorno, mi permetto di disturbarla perché ho difficoltà a trovare un'informazione.
Avrei necessità di sapere la quotazione di una bici da corsa ed una normale 28 NEGLI anni 1928/1930. (Mio cugino sta facendo una ricerca per la tesi e vorrei fornirgli anche questa info). Può aiutarmi? inviatemi info a : patrizia.depaolis@libero.it Ringrazio in anticipo per la risposta.
Patrizia De Paolis
***** Questi vogliono far istaurare rapporto di collaborazione anche con chi cura i siti Computer per tassarli. Ti invio il testo di legge contestato ampiamente**** Segui il mondo dei media con www.odg.mi.it e con www.francoabruzzo.it ............. Collegato alla Finanziaria 2007: disposizioni urgenti di carattere finanziario Decreto Legge 03.10.2006 n° 262 , G.U. 03.10.2006 Articolo 32. Riproduzione di articoli di riviste o giornali 1. All'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è inserito il seguente: «1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.». ------------------ GIU' LE MANI DAL COPYLEFT Dallo scorso 3 ottobre in internet non si può più riportare il testo di un qualsiasi articolo tratto da un qualsiasi sito o giornale, pur citando la fonte. Lo dice l'art. 32 del decreto legge n. 262. Per poterlo fare occorre pagare un compenso all'editore. E se non lo si fa le sanzioni sono salatissime. Fino al giorno prima del decreto il copyleft era ammesso sul web con la sola restrizione di citare rigorosamente la fonte editoriale e l'autore del pezzo. Così vengono imbavagliati migliaia di siti, di blog e di forum. La libertà non si può fermare. L'informazione su internet deve rimanere libera. Chiediamo al Governo che ritiri questo decreto legge. Chiediamo al Parlamento che lo cancelli. Il diritto all'informazione non si tocca! Aderisci alla campagna *NO AD UNA NUOVA TASSA SUL MACINATO PER LE RASSEGNE STAMPA
Il
gruppo missionario che raccoglie sul web articoli
sulla guerra in Darfur. Un comitato di quartiere
che vuole documentare uno scempio ambientale archiviando
articoli della stampa locale. Un'associazione
di persone colpite da una malattia rara che vuole
mettere a disposizione di tutti una rassegna stampa
sui progressi scientifici del settore. Un'associazione
pacifista che vuole denunciare, con prove giornalistiche
alla mano, crimini di guerra e violazioni dei
diritti umani. A partire da domani tutti questi
soggetti potrebbero essere costretti a pagare
una "tassa sul macinato" alle associazioni degli
editori per continuare a svolgere le loro attivita'.
La sorpresa arriva proprio dalla finanziaria dipinta
come uno strumento di tutela dei "soggetti deboli",
e che in realta' e' servita anche a tutelare le
lobby dell'editoria modificando per l'ennesima
volta le norme diritto d'autore in senso peggiorativo,
limitando il diritto dei cittadini alla realizzazione
di rassegne stampa, e penalizzando le forme di
uso libero e gratuito dell'informazione giornalistica
a fini culturali. Il
centrosinistra sembra avere particolarmente a
cuore questa normativa, dal momento che gia' nel
2000 la legge 248 ha ritoccato
il diritto d'autore e stabilito la galera per
chi copia software ottenendo un generico "profitto",
quindi anche per chi fa una copia personale risparmiando
per il mancato acquisto. Fino ad allora le manette
scattavano solamente per un conclamato fine di
lucro, se la copia era fatta per guadagnare soldi
a danno degli aventi diritto. Non e' facile trovare
la disposizione che introduce il pizzo degli editori
sulle rassegne stampa: per scovarla non basta
leggere l'intero testo della finanziaria, ma va
esaminato l'articolo 32 del capo IX del decreto
legge 262 del 3 ottobre 2006, collegato alla finanziaria
ed entrato gia' in vigore il 3 ottobre scorso.
Chi riesce ad arrivare alla fine di questo labirinto
giuridico scopre che il decreto modifica la legge
sul diritto d'autore all'articolo 65, stabilendo
che "i soggetti che realizzano, con qualsiasi
mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli
di riviste o giornali, devono corrispondere un
compenso agli editori per le opere da cui i suddetti
articoli sono tratti. La misura di tale compenso
e le modalità di riscossione sono determinate
sulla base di accordi tra i soggetti di cui al
periodo precedente e le associazioni di categoria
interessate. Sono escluse dalla cooresponsione
del compens o le amministrazioni pubbliche". In
sintesi: se vuoi fare una rassegna stampa online
o cartacea, devi pagare. Anche se la tua attivita'
e' senza fini di lucro, umanitaria o caratterizzata
da una valenza culturale o sociale, devi versare
comunque dei soldi. Soldi che per giunta verranno
intascati dagli editori, e di certo non dai giornalisti
che hanno scritto quegli articoli, pagati una
tantum per la cessione dei loro diritti d'autore
alle testate per cui lavorano. Per capire la violenza
di questo giro di vite in tutta la sua portata
basta leggere la precedente formulazione dell'articolo
65, che condizionava le rassegne stampa alla sola
citazione della fonte: "gli articoli di attualità
di carattere economico, politico o religioso,
pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure
radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico,
e gli altri materiali dello stesso carattere possono
essere liberamente riprodotti o comunicati al
pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi,
se la riproduzione o l'utilizzazione non è
stata espressamente riservata, purché si
indichino la fonte da cui sono tratti, la data
e il nome dell'autore, se riportato". Questa vecchia
formulazione secondo alcuni dava troppa liberta'
ai cittadini senza dare un centesimo alle aziende
editoriali che vogliono lucrare perfino sulle
attivita' non-profit. Ma i tre grandi colossi
editoriali italiani che applaudono alla nuova
legge (Rcs,
Mondadori/Fininvest e il gruppo Caracciolo/L'Espresso)
ignorano che la citazione di un articolo su un
blog o un sito web e' in realta' una pubblicita'
gratuita per chi lo ha stampato, e che i cittadini
sostengono gia' di tasca propria le imprese editoriali
con i finanziamenti a pioggia della legge sull'editoria
che premiano gli editori e gli stampatori di riviste
associati a improbabili partiti e movimenti creati
ad arte per scucire quattrini, come ha documentato
un'ottima inchiesta di "Report" . Da piu' di dieci
anni l'attività del sito www.peacelink.it
ruota attorno alla possibilità di pubblicare
articoli (oggi quasi 18mila), alcuni originali,
altri tradotti da volontari, molti ripresi da
varie fonti autorevoli, sempre e comunque menzionate
e riportate per esteso. Testi che, sul nostro
sito, hanno acquistato un valore aggiunto proprio
perche' organizzati, tematizzati, catalogati e
collegati tra loro grazie al lavoro di un gruppo
costituito totalmente da volontari, dal presidente
in giu'. Molto di questo materiale e' scomparso
dai siti web delle testate che lo hanno pubblicato,
e questo aggiunge al nostro lavoro di bibliotecari
anche un importante ruolo di memoria storica delle
lotte italiane e internazionali per la pace e
il rispetto dei diritti umani. Che cosa accadra'
al nostro lavoro gratuito e volontario moltiplicando
le nostre migliaia di articoli per il pizzo che
gli editori si apprestano a riscuotere senza alcun
beneficio per i giornalisti? Quali saranno i costi
da sostenere per un sito come il nostro? Quale
sara' in futuro il clima e il tenore democratico
di un paese in cui le realta' di informazione
alternativa saranno costrette a convivere con
la spada di damocle di una possibile denuncia
se vorranno esercitare il diritto di citare, analizzare,
catalogare o contestare articoli di fonti esterne
senza dover pagare una tassa ingiusta? Quale sara'
il destino di tutte le iniziative che cercano
di affrontare la complessita' e la ridondanza
dell'informazione attraverso un paziente lavoro
di tematizzazione, catalogazione e raccolta del
meglio che l'informazione tradizionale e' in grado
di produrre? In che modo una tassa sull'esposizione
di materiale pubblico incidera' sul diritto a
"cercare, ricevere e diffondere informazioni,
attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere"
stabilito a chiare lettere dalla dichiarazione
universale dei diritti dell'uomo? Le risposte
a tutte queste domande dovranno arrivare da un
governo che si dichiara pubblicamente "amico dei
deboli" e di nascosto produce cavilli giuridici
a favore degli editori, il governo amico del volontariato
che vuole estorcere soldi perfino alle associazioni
non-profit, il governo amico della cultura che
mette freni alla libera circolazione dei saperi,
il governo vicino ai cittadini che in realta'
vuol premiare aziende gia' ben foraggiate e avvinghiate
a due mani alle generose mammelle dello stato.
Di fronte a tutto questo, al di la' di ogni schieramento
politico e ideologico, diciamo che il buon senso,
la civilta' e l'amore per la cultura e la diffusione
dei saperi che dovrebbero muovere ogni essere
umano, a cominciare dai politici, ci impediscono
di tacere e ci obbligano ad una netta presa di
posizione. Per questa ragione un gruppo di volontari
dell'associazione PeaceLink ha realizzato un appello
(pubblicato all'indirizzo: http://www.peacelink.it/rassegnestampa
) per dare alle persone di buona volonta' la possibilita'
di conoscere quanto sta accadendo e prendere posizione
in merito decidendo se schierarsi a difesa di
un ingiusto profitto o dalla parte del diritto
alla libera circolazione delle informazioni. In
questo appello si chiede al governo di fare un
passo indietro rispetto a questo frettoloso decreto
legge. Ripristinare il diritto alla rassegna stampa
tax-free, e' solo il primo, doveroso passaggio
per ridiscutere in seguito tutte le questioni
che attengono la revisione della legge sul copyright,
e le tematiche connesse, durante il prossimo Forum
sulla Internet Governance. La cultura e' una cosa
seria, non lasciamola in mano ai contabili dei
gruppi editoriali. Associazione
PeaceLink
http://italy.peacelink.org/mediawatch/articles/art_18982.html
CI
SCRIVONO
Egregio direttore, mi chiamo Massimo Bacherini e sono il presidente della Sc Ciclistica Dilletantistica Gastone Nencini . Questa Società è nata nel luglio del 2005 in onore e memoria di uno dei più grandi campioni che il ciclismo abbia mai espresso, e che per motivi non chiari è stato sempre poco considerato dai media . Siamo un gruppo di appassionati, io sono un commissario nazionale in aspettitava e per cinque anni sono stato presidente della CRGG Toscana e per 3 anni Vice presidente di una altra società ciclistica, tutti grandi tifosi e amici di Gastone Nencini. A Gastone abbiamo dedicato la società, che opera nel ciclismo giovanile con già 20 iscritti e nel suo nome ed in suo onore, io fra l'altro sono il genero di Gastone Nencini, promoviamo iniziative culturali e sportive.Le nostre maglie, disegnate dalla figlia di Gastone , sono di colore Rosa e Giallo in ricordo dei suoi trionfi al Giro ed al Tour e non hanno sponsor per evidenziare in maniera netta la sua figura ed il suo nome . Abbiamo organizzato nel mese di settembre del 2005 una mainifestazione e due gare le organizzeremo per il 2006. Ad Aprile e precisamente il 29 assieme al comune di Barberino di Mugello , nostro sponsor e sede della società, saremo parte attiva nell'organizazione di una tappa del Giro delle Regioni e per il 2007 ,in ricorrenza dei 50 anni dalla vittoria di Gastone Nencini al Giro d'italia, abbiamo in programma iniziative di notevole spessore. Le sarei grato se potesse dare spazio alla nostra società, sul suo portale . In allegato le invio il comunicato stampa di costituzione della società ed il sito internet della mia società www.gastonenencini.it , dove potrà trovare dati interessanti sia di Gastone Nencini che della società. Ringraziandola fin da adesso, voglia gradire cordiali saluti. Massimo Bacherini Gastone Nencini è stato per davvero un Grande del nostro Ciclismo, non solo per le sue splendide affermazioni (Tour de France compreso), ma come persona, come carisma e come atleta. Un Grande per davvero, che non ha potuto fruire, mancando anche troppo presto, di quei giusti riconoscimenti che il ciclismo gli avrebbe dovuto in virtù di queste grandissime qualità. Unumiltà che è stata ed è solo dei Grandi Veri Campioni, E QUESTO IL TESTO COMUNICATO-STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA S.C. GASTONE NENCINI
Venerdì
09 Settembre 2005 alle ore 21.00 presso gli studi
televisivi di Tele Iride di Barberino di Mugello,
la Società Ciclistica dilettantisticaGastone
Nencini, ha presentato ufficialmente
i propri programmi ed intenzioni alla popolazione
Mugellana, agli sportivi tutti ed agli amanti
del ciclismo in particolare. Dopo lassemblea
costitutiva del 15 luglio e la relativa affiliazione
alla FCI, i 19 soci fondatori fra quali il Sindaco
del Comune di Barberino di Mugello Giampiero Luchi
e lAssessore alle politiche Sociosanitarie
e Giovanili Giuliano Biancalani, hanno presentato
la Società nata in ricordo del grande
Campione Barberinese Gastone
Nencini, patrocinata
anche dallAmministrazione Comunale di
Barberino di Mugello. Questa società ciclistica
nasce allo scopo di propagandare lo sport ciclistico
in ambito Comunale e Mugellano ed avrà come
primo obiettivo la formazione di una squadra ciclistica
giovanile. Come ha rilevato lAssessore Biancalani
Nel
nostro Comune risultano esserci diversi giovani
che praticano questo sport e che per fare questo
sono costretti a rivolgersi altrove, lidea
principale sarebbe quella di svolgere attività
giovanili, almeno per i primi tempi, da parte
mia come Assessore alle Politiche Giovanili farò
tutto il possibile perché questo si realizzi,
sapendo di avere al mio fianco tutta lAmministrazione
Comunale, primo fra tutti il Sindaco che è
anche Assessore allo Sport. Laltro
obiettivo significativo sarà quello promuovere
e propagandare attraverso la divulgazione culturale
lo sport ciclistico nella scuola e di promuovere
iniziative sportive e culturali in ricordo di
Gastone Nencini. LAmministrazione Comunale
di Barberino ha reso omaggio a Gastone
ospitandone le spoglie mortali in una tomba monumentale
allinterno del proprio cimitero e come ha
sottolineato il Sindaco Luchi, nel Maggio 2003,
con lintitolazione di una strada comunale
a Suo nome. La strada è quella che dalla
località di Ponte al Sasso, percorrendo la
riva destra del Lago di Bilancino, si congiungerà
tramite due gallerie illuminate e con piste ciclo-pedonali
(gia in fase di realizzazione) alla Strada Statale
della Futa nei pressi del vecchio borgo di Bilancino,
dove Gastone Nencini è nato il 1° Marzo
1930, ove nella casa natale è prevista la
realizzazione di un museo da intitolare al Leone
del Mugello. NellAssemblea Costitutiva
è stata eletta Presidente
Onorario della società la signora Maria
Pia Nencini Biaggio, moglie di Gastone Nencini,
Presidente è stato eletto Massimo Bacherini,
i due vice presidenti sono Giacomo Martelli e
Casati
Claudio( consigliere comunale di San Piero a Sieve)
il segretario è Giovanni Stefani ( consigliere
comunale di Barberino di Mugello).
Compongono il direttivo societario
oltre al Sindaco Giampiero Luchi, e lassessore
Biancalani Giuliano, Agresti Carlo, Arzilli Federico,
Bitetti Antonio, Brachi Fernando, Bucelli Carlo,
Cicchetti Alberto, Casati Luigi, Nencini Bruno
(fratello di Gastone),
Nencini Pier Luigi, Pillozzi Sergio, Poli
Alessandro, Pulidori Renzo, Sali Luigi. Nella
serata di presentazione alla quale
erano
presenti il C.T. della Nazionale di ciclismo
Franco
Ballerini e Alfredo
Martini, Presidente Onorario della FC I è
stata presentata
ufficialmente anche la maglia della Società,
disegnata dalla figlia di Gastone Elisabetta
Nencini, con i colori sociali Giallo e Rosa
in omaggio alle vittorie che Gastone Nencini ha
conseguito al Giro DItalia del 1957 e al
Tour de France del 1960 e che riporta sul petto
(caso unico in Italia) il Logo ufficiale del Comune
di Barberino di Mugello per sottolineare quanto
lAmministrazione di questo Comune tenga
a mantenere vivo il ricordo del proprio Campione.
Consapevoli del fatto che questo è, se
si vuole, un progetto abbastanza ambizioso e necessita
di risorse umane ed economiche, i fondatori chiedono
la collaborazione di tutti,
sportivi, amanti del ciclismo, semplici cittadini
ed anche imprenditori, commercianti ecc. interessati
a dare una mano.
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