| CICLISMO Mauri.Cantù
15.12.07
INCONTRO AL MUSEO
CON GIANNI BUGNO
MAGREGLIO Un buon numero di uditori, attenti
ed in buona parte anche suoi estimatori. Gianni
Bugno, al Museo del Ciclismo, sabato pomeriggio,
ha offerto un altro saggio di coerenza con la
sua attività agonistica attorno agli anni
“novanta” parlando in modo diffuso
e preciso sulla sua attività e sul tema
che più ovviamente l’ha appagato
dal punto di vista sportivo: i due mondiali consecutivi
vinti nel ‘91 a Stoccarda e l’anno
dopo a Benidorm. Quale ricorda con più
partecipazione ed anche con una punta di maggior
affetto? “Entrambi, perché vincere
un mondiale è sempre in campo ciclistico
una nota molto prestigiosa che porta al distinguo
al giorno dopo. Quella maglia coi colori dell’iride
ovviamente – ha precisato - fa anche tanto
effetto”. E la differenza fra quelli d’ieri
e quelli di oggi? “E’ leggermente
diversa, ma anche il ciclismo di oggi è
diverso; allora si disputavano un mese la conclusione
del Tour de France e se uscivi bene da quello
c’era già la condizione di forma
ideale. Oggi vero che c’è la Vuelta,
però si organizzano meglio le squadre,
le tattiche una preparazione ad hoc, mirata per
questo evento. E’ sempre un mondiale anche
quello di oggi però par quasi sia di più
e meglio una Classicissima anche se rimane sempre
una corsa che assegna una maglia iridata. I ricordi?
Faccio fatica a trovarli perché sono rimaste
due gare in cui non occorreva, come mi è
riuscito, emozionarsi e spendere tutto nel momento
giusto, nel punto giusto. Più difficile
poi fare la squadra allora perché c’erano
atleti di valore e con differenti caratteristiche,
ma sempre di ottimo spessore come Moser, Argentin,
Fondriest, Chiappucci. Oggi Bettini nelle corse
di un giorno ritengo sia superiore agli altri
e le scelte si fanno quasi obbligate in giusta
funzione sua come deve essere”. Un ciclismo
diverso. “Noi iniziavamo all’inizio
di stagione e si tirava diritto sino al termine
che avveniva a metà ottobre disputando
anche 120-130 corse, oggi la programmazione ha
spostato a periodi più intensi, ma anche
mirati, decisamente su 50-60 corse, e valutando
le caratteristiche di ognuo c’è chi
disputa le corse a tappe e chi invece privilegia,
avendone migliori doti, le classiche di un giorno”.
Bettini? “Rimane il corridore numero uno
(ha lasciato intendere Bugno) del nostro ciclismo
e genera anche un luccichio agli occhi vederlo
come sa dosare le forze e come sa evidenziare
le sue doti sulla distanza. Veramente bravo e
irripetibile un atleta che vince le Olimpiadi
e due mondiali consecutivi”. Le sensazioni
che si provano a vincere queste gare. “Sono
uniche e ti accorgi quando taglia la linea d’arrivo”.
Quel giro d’Italia indossando la maglia
rosa dalla prima (di Bari) all’ultima di
Milano (nel ’90). “Ero partito per
fare bene e vinta la prima tappa ho continuato
a credere nelle mie capacità indossandola
fino al termine, senza grandi difficoltà,
ma convinto in quello che stavo facendo”.
Che ricordi hai del Giro della Provincia di Como
vinto da allievo? “So che al vincitore va
la maglia bianca. E’ bello perché
mia madre ha conservato una foto che è
ancora appesa in casa”. Le sensazioni provate
pilotando un elicottero. “La stessa di quando
sono salito in bici,a 14 anni, per la prima corsa”.
La prima regola che hai messo in atto. “Fare
una vita consona e da atleta legando al massimo
col riposo, l’allenamento, alle fatiche
che si dovevano sostenere. Non si può improvvisare.
Devi essere preparato al meglio e se non si rispettano
questi punti non puoi né diventare né
essere un vero corridore”. Da un atleta
che si è imposto in 175 gare nei tredici
anni di attività, come professionista,
suona a giusto invito per tanti giovani ad essere
corenti”. Una cosa che non hai amato od
apprezzato. “La pioggia durante gli allenamenti
e la corsa; perché il ciclismo è
un pedalare trionfale con il sole, la luce e la
natura”. Giulio Mauri
Storie di Ciclismo Mauri.Cantù 12.12.07
I protagonisti ed i testimoni
si raccontano.
Dopo Fiorenzo Magni, sabato prossimo la presenza
di Gianni Bugno, poi Ercole Baldini, Franco Ballerini,
Carmine Castellano e Floriano Albè.
INCONTRI CONVERSAZIONI
COL PUBBLICO
AL MUSEO DEL CICLISMO DI SABATO
MAGREGLIO Il Museo, considerato a lungo luogo
polveroso, riservato a pochi, dove molti non osavano
mettere piede temendo di annoiarsi. Oggi crescono
le iniziative, indirizzate a coinvolgere un pubblico
sempre più vasto, a partire dalla curiosità
che può stimolare il desiderio di conoscenza,
riflessione e confronto. Tra i diversi fenomeni
che in quest’epoca hanno accompagnato indubbie
trasformazioni ci sta e come anche la bicicletta
e il ciclismo. E che cosa può interessare
agli sportivi più delle imprese, i drammi,
i successi e le difficoltà dei campioni?
Il retroscena di alcune gare, i preparativi, che
possono raccontare i grandi campioni; coloro che
hanno seguito le molte manifestazioni. Con la
rassegna Storie di ciclismo il museo offre al
pubblico delle occasioni per incontrare protagonisti
e testimoni di questo mondo, evidenziando con
questo patrimonio storico oggetti, documenti,
fotografie, filmati, informazioni, che questi
personaggi hanno permesso di raccogliere e rendere
noti. Così è nata l’idea di
programmare una serie di incontri al Museo del
Ciclismo-Madonna del Ghisallo presso la sala conferenze
(15-17) secondo un calendario che sabato prossimo
troverà presente Gianni Bugno, il 12 gennaio
Ercole Baldini (il mio record dell’ora),
il 26 gennaio Franco Ballerini (dalla Roubaix
alla nazionale), il 9 febbraio Carmine Castellano
(vent’anni di organizzazione del Giro d’Italia)
ed il 23 febbraio Floriano Albè (nell’officina
del gigante). Con Fiorenzo Magni, il 24 novembre
scorso, si è aperta questa importante rassegna.
Sabato prossimo toccherà al due volte campione
del mondo Gianni Bugno. Svizzero di nascita (a
Brug) è stato uno degli ultimi corridori
capaci di competere ai massimi livelli, sia nelle
classiche di un giorno, sia nelle corse a tappe,
di vincere le prove a cronometro, tappe di montagna
e arrivi in volata, partecipando a tutte le più
importanti gare ciclistiche della stagione. Nel
1980 negli allievi venne alla ribalta vincendo
il Giro della Provincia di Como. Professionista
dall’85, tra i suoi successi il Giro d'Italia
del ‘90, indossando la maglia rosa, simbolo
del primato, dalla prima (crono di Bari) all’ultima
vincendo quell’anno tre tappe, due Campionati
del Mondo consecutivi (’91 a Stoccarda e
’92 a Benidorm), Milano-Sanremo, Wincanton
Classic, Classica di San Sebastian, Giro delle
Fiandre e Coppa del Mondo. Al Tour: una volta
secondo (nel ’91) e poi terzo (’92)
nell’avvio della serie dei cinque consecutivi
di Miguel Indurain. Ha vinto due tappe all'Alpe
d'Huez, due campionati italiani, Giro del Friuli,
Trofeo Matteotti, tre Giri dell'Appennino consecutivi,
due Coppe Agostoni, Giro del Piemonte, Tre Valli
Varesine, Giro dell'Emilia, Milano-Torino, Giro
del Lazio. Numero 1 della classifica mondiale
UCI nel 1990 e nel 1991 e vincitore anche di altre
classiche. Sabato, in prima persona, parlerà
e risponderà al Museo ai molti appassionati
che interverranno in questo pomeriggio di domande
rivolte ad un Campione. Giulio Mauri
IMPORTANTE: Ingresso all’incontro e al
museo: euro 5. Orario di apertura in occasione
degli incontri: dalle 10.00 alle 18.00. Questo
l’orario invernale del Museo:
da Martedì a Sabato dalle 10.00 alle 17.00.
Domenica dalle 9.30 alle 17.30.
CONCORSO FOTOGRAFICO
Museo del Ciclismo-Madonna
del Ghisallo, promuove un concorso fotografico.
GIORNATA NAZIONALE DELLA BICICLETTA
IMMAGINI PER UNA STORIA DEL CICLISMO
MAGREGLIO E’ indetto un concorso fotografico,
da parte della Direzione del Museo del Ciclismo,
aperto alle società ciclistiche ed agli
appassionati che ha per tema: “Giornata
Nazionale della Bicicletta-Immagini per una pagina
di storia del ciclismo”. Per partecipare
è necessario inviare entro e non oltre
il 31 dicembre 2007, all’indirizzo elettronico
del Museo info@museodelghislallo.it copia delle
foto scattate in occasione delle varie edizioni
della Giornata della Bicicletta, in formato jpg
ad alta risoluzione, con una scheda di testo che
descriva il contenuto della fotografia (anno,
tipo di gara, soggetti ritratti e altre informazioni
interessanti). Il materiale selezionato dalla
Giuria del Museo, nei mesi a seguire, sarà
acquisito in copia e verrà utilizzato per
una Mostra all’interno delle sale museali,
che si terrà nel corso del 2008. I primi
dieci classificati tra coloro che presenteranno
le fotografie, saranno premiati con biglietti
d’ingresso gratuito al Museo e con delle
pubblicazioni sul ciclismo
IN DIRETTA SI PUO’
SEGUIRE
IL GIRO D‘ITALIA AL MUSEO
MAGREGLIO Sino al 3 giugno ogni pomeriggio è
possibile vedere in diretta le tappe della Corsa
Rosa sul maxi schermo della Sala Cinema del Museo
del Ghisallo. Si può così condividere
con altri appassionati di ciclismo, in questo
luogo speciale, le emozioni, le vittorie, le sconfitte,
le passioni dei protagonisti della corsa più
popolare di questa disciplina sportiva nel nostro
paese.
DA DOMENICA PROSSIMA AL
GHISALLO
NUOVO ORARIO D’INGRESSO AL MUSEO
MAGREGLIO Inaugurata la scorsa settimana, tre
giorni prima del successo di Oscar Freire nell’edizione
del Centenario, sta destando molto interesse la
rassegna fotografica composta da una quarantina
di pannelli che ripercorrono la storia della Classicissima
di Primavera proposta dal Centro Documentazione
de La Gazzetta dello Sport. Intanto da domenica
prossima entrerà in vigore al Museo l’orario
estivo di apertura: da martedì a sabato
dalle 9.30 alle 17.30, domenica dalle 9 alle 18,
lunedì chiuso.
NORMALE IL PREZZO DEL BIGLIETTO
D'INGRESSO
PER VISITARE IL MUSEO DEL GHISALLO
MAGREGLIO Più che normale il prezzo del
biglietto d'ingresso per visitare il Museo. Vi
accedono gratuitamente i bambini fino a 5 anni,
i diversamente abili (accompagnatore compreso),
la stampa ed i residenti in Magreglio. Le scolaresche
pagano 3 euro, i bambini da 6 a 12 anni compiuti,
coloro che superano i 65 anni, i gruppi superiori
alle dieci persone, i nuclei familiari di 3 persone
e più e le donne pagano 5 euro. Solo il
biglietto intero di uno o due visitatori costa
10 euro a testa.
Ai Comuni
Alle Guide Turistiche
Alle Società Ciclistiche Magreglio, 10
marzo 2007
Agli Studenti Universitari
Corso
gratuito di formazione per guide volontarie del
Museo del
Ciclismo_Madonna del Ghisallo.
Come certo saprete da qualche mese è stato
inaugurato il Museo del
Ciclismo_Madonna del Ghisallo, presso il noto
Santuario nel comune di Magreglio
(Como) dedicato alla protettrice dei ciclisti.
Si tratta di un museo importante, perché
parla di un fenomeno sociale, economico
e culturale di grande rilievo che ha coinvolto
e ancora interessa milioni di persone, in Italia
e nel mondo. Per questo può essere considerato
un omaggio ai più grandi campioni del
passato, del presente e del futuro, ma anche la
testimonianza di una passione per la
bicicletta e per il ciclismo che ha riguardato
generazioni di sportivi meno famosi.
Il museo, voluto da un gruppo di appassionati
e di amministratori pubblici guidati
dall’indimenticabile campione Fiorenzo Magni,
presenta, in un edificio modernissimo e
suggestivo, biciclette, oggetti e documenti di
varie epoche, fotografie, filmati, informazioni
sullo sport agonistico ma anche sul ciclismo come
fenomeno sociale e di costume.
Esso fornisce perciò un’occasione
molto interessante per conoscere il fenomeno
sportivo, i suoi valori ed i suoi protagonisti,
ma anche per riflettere sulla storia del nostro
Paese e della nostra società nel corso
dell’ultimo secolo.
Per favorire la conoscenza del Museo e delle tematiche
che esso propone presso
un pubblico sempre più vasto, Vi proponiamo
un breve corso gratuito di formazione per
guide volontarie del Museo del Ciclismo_Madonna
del Ghisallo
Museo del Ciclismo_Madonna del Ghisallo
P.le del Santuario 22030 Magreglio (CO) tel +39.031.965885
Guide turistiche delle province di Como, Lecco,
Milano, Bergamo, Varese
• Cittadini dei Comuni limitrofi a Magreglio,
ciclisti, tecnici o dirigenti di Società
ciclistiche della Regione Lombardia, invitati
a diventare guide volontarie del museo,
con un impegno una tantum da concordare con la
direzione
Periodo: Aprile-Maggio 2007 per un’intera
giornata (sabato) oppure con due incontri (sabato
mattina o domenica mattina)
Temi:
Dal Santuario al Museo. Appunti di storia del
ciclismo. Il ciclismo oggi e i suoi problemi;
Storie di ciclismo: memorie e testimonianze di
sport. Visita al museo: risorse e prospettive
Docenti:
Massimo Pirovano - Direttore del Museo;
Carmine Castellano - Conservatore del Museo;
Davide Bergna - Progettista dell’edificio;
Fiorenzo Magni - Presidente Fondazione Museo
L’accoglimento delle domande di iscrizione
sarà comunicato entro il 10 aprile.
Alla fine del corso i docenti valuteranno l’idoneità
dei candidati a svolgere la funzione di
guida del Museo.
MODULO DI ISCRIZIONE DA
RESTITUIRE AL MUSEO ENTRO E NON OLTRE IL 30 MARZO
2007
PER CHIARIMENTI E ISCRIZIONI RIVOLGERSI AL MUSEO
info@museodelghisallo.it Tel.
031..965885
Il sottoscritto ____________________________________________________
chiede
di potere partecipare al corso gratuito di formazione
per guide volontarie del Museo
del Ciclismo_Madonna del Ghisallo
Età_______________ Titolo di studio
_______________________________________________
Professione __________________________Località
residenza
___________________________
Società ciclistica di appartenenza
___________________________________________________
N.° telefonico
____________________________________________________________________
Recapito di posta elettronica (IN STAMPATELLO)_____________________________________
Dichiara di preferire lo svolgimento del corso,
tra le tre proposte, la seguente
collocazione
- in un solo sabato per l’intera giornata
- in due domeniche mattina
- in due sabato mattina
UNIFORMATI MEGLIO GLI ORARI
DI APERTURA
DEL MUSEO DEL CICLISMO
MAGREGLIO
Apertura continua per lingresso al Museo
del Ciclismo al Ghisallo. Lorario invernale
che sarà in vigore sino al 31 marzo 2007
è stato così uniformato. Dal martedì
al sabato dalle 10 alle 17, domenica 9.30-17.30.
Il lunedì rimane chiuso. Lorario estivo
che entrerà in vigore dal prossimo 1°
aprile 2007, e si protrarrà sino al 27 ottobre
2007, dal martedì al venerdì dalle 9.30
alle 17.30, domenica 9-18, lunedì chiuso.
MUSEO DEL CICLISMO
IN
TRE MESI QUATTROMILA I VISITATORI
AL MUSEO DEL CICLISMO AL GHISALLO
MAGREGLIO
Un successo imprevedibile, così
può definirsi linteresse che
sta riscuotendo da parte dei visitatori il Museo
del Ciclismo, realizzato al Ghisallo dalla Fondazione,
attiguo al Santuario. Nei primi tre mesi di apertura,
con orario riservato alla stagione invernale (da
martedì a venerdì 10-17, sabato 10-18,
domenica 9-13, 14-18) si sono avuti più di
quattromila presenze. Molti i visitatori che arrivano
da ogni parte del mondo che, molto soddisfatti,
riservano poi favorevoli commenti a quanto hanno
potuto vedere collocato nelle vetrinette od esposti
(biciclette, maglie, cimeli, i 48 Grandi del Ciclismo,
linterno del Velodromo, i filmati che si
susseguono su Giro dItalia, Tour e classiche
visibili standosene comodamente seduti in poltrona)
che confermano apprezzamenti e favorevoli commenti,
apponendo con la firma sul registro presenze anche
la loro località di provenienza. Visitatori
che giungono da tutto il mondo: Australia (Sidney
e Melbourne), Austria, Belgio, Cina, Colombia,
Danimarca, Francia, Germania, Indonesia, Madagascar,
Giappone, Israele, Polonia, Regno Unito, Spagna,
Stati Uniti (California, Maryland, Texas), Svizzera.
Andrew Meo giunto con la famiglia da Wellington
(Nuova Zelanda) invoca assistenza e protezione
per le future uscite in bici con la moglie ed
i figli. Il 7 gennaio è giunta in visita
la delegazione cinese, diretta poi a Torino, che
ha promosso Shenzhen, splendida città di
4 milioni di abitanti nella provincia del Guandong,
aspirante alle Universiadi estive del 2011. Dopo
la visita al Museo ed un servizio fotografico
entusiasti, ciascuno di loro ha apposto nome e
cognome scritti in cinese sul libro presenze del
Museo rilasciando un gagliardetto con la scritta
Universiadi 2011 Shenzhen Candidate
City. Sabato 13 e domenica 14 gennaio nella
saletta Coppi è stato allestito uno speciale
set fotografico. Jan Heine editore di Seattle
(Usa) della rivista Bicycle Quarterly ed il fotografo
parigino Jean Pierre Pradères (alcune sue
foto sono esposte anche al Guggenheim Museums
di New York) già autori del raffinato e dettagliatissimo
volume The Golden Age of Handbuilt
Bicycles hanno fotografato ogni particolare
delle biciclette utilizzate in gara da Fausto
Coppi, Fiorenzo Magni, Beppe Saronni, Learco Guerra,
Tony Rominger e quelle di Gino Bartali ed Eddy
Merckx, che sono esposte in Santuario, per inserirle
nel loro nuovo volume di aggiornamento che sarà
dato alla stampa nel 2008, confermando dopo attente
analisi e test lautenticità di tutte
le biciclette fotografate. Dopo la rassegna espositiva
di fotografie su Vincenzo Torriani patron del
Giro dItalia per alcuni decenni è in
allestimento una seconda rassegna fotografia che
riguarderà
A 100 anni dalla nascita di don Ermelindo
Vigano, primo rettore del Santuario della Madonna
del Ghisallo. Le sue spoglie riposano nella
cripta del Santuario stesso caro a tutti i ciclisti
Partenza
della tappa conclusiva dell89° Giro
e benedizione dellultima pietra.
MUSEO
DEL CICLISMO MADONNA DEL GHISALLO
ULTIMA
TAPPA E BENEDIZIONE ULTIMA PIETRA
MAGREGLIO
Il Ghisallo, sede storica del ciclismo mondiale,
accoglierà domenica 28.05 la partenza della
21° tappa dell89° Giro dItalia,
Museo del Ghisallo Milano (il via alle
13.40). Lultima tappa del Giro 2006 lega
idealmente la città natale de La Gazzetta
dello Sport e delle grandi competizioni ciclistiche
da essa organizzate con il colle del Ghisallo,
raggiunto per la prima volta nel Giro di
Lombardia del 1919. Armando Cougnet (cofondatore
della rosea e primo organizzatore del Giro) lo
scoprì e Don Ermelindo Viganò (rettore
e fondatore del Santuario) dopo un anno di preparazione
e di incontri con Gino Bartali, il Prof. Paschetta
(presidente dellAzione Cattolica e del card.
Idelfonso Schuster a Milano, (nel 48), ottenne
il riconoscimento ufficiale attraverso la Bolla
Pontificia di Papa Pio XII (1949) che lo riconobbe
ufficialmente come luogo di culto mondiale riconoscendo
alla Madonna del Ghisallo il compito di protettrice
di tutti i ciclisti. Sacro e profano
ritornano ad incontrarsi sul Ghisallo nel momento
in cui prende vita il Museo del Ciclismo - Madonna
del Ghisallo costruzione unica nel suo genere
per lo spettacolare contesto ambientale in cui
è inserita e per lemozionante memoria
evocata dalle imprese ciclistiche che lo hanno
visto come meta di tante competizioni, di tutti
i livelli, come destinazione finale di donazioni,
pellegrinaggi (quanti i Raid e le corse che si
sono concluse qui) e frequentazioni non solo dei
campioni delle due ruote, ma anche di semplici
appassionati. La pietra di marmo proveniente dalle
Cave di Michelangelo, in Versilia, portata per
loccasione
dalla staffetta ciclistica Tour di
Michelangelo costituita da cicloamatori
della città di Freising (Baviera), dove Papa
Benedetto XVI è stato Arcivescovo per diversi
anni, giunge alle ore 10 in
cima al Colle del Ghisallo per poter essere scolpita
sul luogo. Il messaggio scolpito dedicato al Museo,
inserito successivamente sulla roccia del salone
centrale, rappresenta lultimo atto
della costruzione.
Il
31.05.06 lultima pietra del Museo entrerà
alle ore 9
in Città del Vaticano
accompagnata dalla staffetta
ciclistica Tour di Michelangelo
proveniente da Freising. Omnia Vincit Amor
il messaggio, inciso sulla pietra, che la staffetta
porterà in segno di
devozione religiosa e di omaggio al Santo
Padre per
l attesa benedizione.
Lultimazione del Museo vuole infatti
essere un atto di amore per il ciclismo, nel luogo
più caro allo sport delle due ruote, il Ghisallo,
noto a tutti come meta spirituale e culturale.
Un luogo semplice e fecondo come leffige
della Madonna del Ghisallo custodita allinterno
del Santuario, venerata dal XVI° secolo a
protezione dei viandanti e dal 13 ottobre 1949
eletta da Papa Pio XII° a Madonna Patrona
dei ciclisti. Nella ricorrenza del 500° anniversario
di costruzione della Basilica di San Pietro è
la stessa pietra bianca delle Cave di Azzano (Seravezza-Versilia)
a ricordare simbolicamente la materia scelta da
Michelangelo per le sue insigni opere rinascimentali.
E proprio dal Rinascimento che ci giungono
i primi disegni di Leonardo da Vinci che richiamano
il funzionamento dei primi mezzi di locomozione.
La bicicletta deve molto a tutti i suoi inventori
ed a quello spirito tipicamente bucolico, ben
cantato da Virgilio,
richiamante lantico motto universale
latino Omnia Vincit Amor. Il messaggio
portato in Città del Vaticano attraverso
Freising, Liechtenstein, Chur, San Bernardino,
Bellinzona, Gavi, Madonna del Ghisallo, Forte
dei Marmi, S. Vincenzo, S. Marinella, vuole riassumere
anche lauspicio della Fondazione Museo del
Ciclismo - Madonna del Ghisallo, presieduta da
Fiorenzo Magni, e di quanti si sono riuniti intorno
ad essa, tecnici, consiglieri, volontari e sportivi,
che lopera venga amata ed apprezzata con
lo stesso spirito di conquista civile e rispettosa,
sempre promosso dallo sport delle ruote. Lo
spirito con cui Costante Girardengo, con
pioggia vento e neve, nel 1919 passò per
la prima volta sul Colle del Ghisallo e giunse
con una fuga solitaria di ben 170
chilometri allarrivo
di Milano. Lo stesso spirito che accompagnò
Alfredo Binda, vincitore del g.p.m. al Ghisallo
nel suo primo Giro di Lombardia e nella sua prima
corsa italiana al ritorno dalla Francia, e successivamente
le rivalità che da Bartali e Coppi hanno
caratterizzato tante sfide; le stesse che animano
ancora le imprese agonistiche di oggi.
RELAZIONI
STAMPA
Giulio
Mauri
328.965.94.50
Debora
Buzzi
328.217.62.20
MUSEO
DEL CICLISMO
Martedì
nella Sala Stampa dellAula del Consiglio
regionale
presentazione
del Museo sul ciclismo del Ghisallo
Milano
Un grande museo nel quale vivono tutta la storia
e la passione che il ciclismo ha avuto e continua
ad avere in Italia e nel mondo. E'
il Museo
del Ghisallo cui è dedicata lultima
tappa del Giro dItalia e che martedì
alle ore 11, nella Sala
Stampa dellAula del Consiglio regionale
della Lombardia (Palazzo della Regione,
via Fabio Filzi 22) sarà presentato
nel corso di una conferenza
stampa. Allincontro con i giornalisti
prenderanno parte il Presidente della Commissione
Sport della Regione Daniele
Belotti (Lega Nord) e i consiglieri regionali
Carlo
Spreafico (Margherita) e Gianluca
Rinaldin (Forza Italia).
Alla
conferenza stampa sarà presente anche da
Fiorenzo
Magni, campione di ciclismo che del Museo
ne è stato ispiratore e decisivo supporter
per la sua realizzazione.
Il
Museo del Ghisallo è un "sistema" che prevede
l'integrazione
di esposizioni permanenti di cimeli storici legati
al ciclismo, come fotografie, biciclette di campioni
italiani e stranieri di tutte le epoche della
storia del ciclismo (da Binda, Coppi e Bartali
a Moser, Merckx e Indurain e tanti altri), indumenti,
documenti dello sport ciclistico, con esposizioni
temporanee e con il supporto delle nuove tecnologie.
Il museo può contare su una superficie complessiva
di oltre 3 mila e 400
metri quadrati, 850 dei
quali riservati agli spazi espositivi, ed è
suddiviso in due filoni di ricerca e conservazione:
l'uomo
(il campione nella sua dimensione storico sportiva
e morale) e il mezzo (la bicicletta nella sua
dimensione storico-tecnologica e produttiva)
Museo
del ciclismo del Ghisallo, apertura imminente
Lopera presentata oggi a Liegi alla vigilia
del Giro dItalia
Liegi (Belgio), 5 maggio 2006 - Un grande museo
nel quale vivono tutta la storia e la passione
che il ciclismo ha avuto e continua ad avere in
Italia e nel mondo. E il Museo del Ghisallo,
presentato oggi in Belgio, a Liegi, nel sontuoso
Palazzo dei Principi Vescovi - Place Lambert -
nel giorno di vigilia della partenza del Giro
dItalia, da una delegazione della Regione
Lombardia, guidata dal Presidente della Commissione
Cultura Daniele Belotti (Lega Nord) con i consiglieri
regionali Gianluca Rinaldin (Forza Italia) e Carlo
Spreafico (Margherita) e dal direttore generale
del Giro dItalia Angelo Zomegnan. Presente
anche il Rettore del Santuario del Ghisallo, don
Luigi Farina.
Introducendo la conferenza stampa, il patron della
corsa rosa Zomegnan ha detto: Stiamo per
dare vita al Museo del ciclismo, di tutto il ciclismo,
che vuole rendere omaggio alla sua gloriosa storia.
Il presidente della commissione cultura Daniele
Belotti ha illustrato lopera dal punto di
vista tecnico e ricordato che la parte espositiva,
che verrà aperta il 28 maggio, in occasione
dellultima tappa del Giro, è già
ricca di 24 bici storiche. Oltre quattro milioni
di euro il costo delliniziativa, di cui
un milione da parte dellassessorato alle
culture della Regione Lombardia, un milione da
parte di Fondazione Cariplo, oltre a fondi ministeriali
e ad altri stanziamenti del Comune di Magreglio
e della Provincia di Como. Il Museo del Ghisallo
è un sistema che prevede lintegrazione
di esposizioni permanenti di cimeli storici legati
al ciclismo, come fotografie, biciclette di campioni
italiani e stranieri di tutte le epoche della
storia del ciclismo (da Binda, Coppi e Bartali
a Moser, Merckx e Indurain e tanti altri), indumenti,
documenti dello sport ciclistico, con esposizioni
temporanee e con il supporto delle nuove tecnologie.
Il museo può contare su una superficie complessiva
di oltre 3 mila e 400
metri quadrati, 850 dei
quali riservati agli spazi espositivi, ed è
suddiviso in due filoni di ricerca e conservazione:
luomo (il campione nella sua dimensione
storico sportiva e morale) e il mezzo (la bicicletta
nella sua dimensione storico-tecnologica e produttiva).
Parlare del Museo del ciclismo della Madonna del
Ghisallo, situato nel Comune di Magreglio, località
del ramo orientale del lago di Como, vuol dire
mettere a fuoco una struttura che - come hanno
evidenziato gli architetti che hanno preparato
il progetto, Davide Bregna e Pier Federico Caliari
- è interattiva, dinamica e rappresentativa,
un luogo di istruzione attiva.
Le sezioni sono sei: collezione storica dei trofei,
cimeli e bici dei campioni; design e tecnologia
della bicicletta da corsa; audiovisivi e raccolte
testuali ; Gazzetta dello sport-Giro dItalia;
36 grandi; mostre ed eventi temporanei;
didattica. Il Museo sorge in una località
che da decenni è meta di continui pellegrinaggi,
quel Santuario dedicato alla Beata Vergine del
Ghisallo che dal 1949, con tanto di Bolla Papale
di Pio XII, è Patrona dei ciclisti e che,
proprio per questo, è conosciuto in tutto
il mondo. Voluto dalla rispettiva Fondazione,
dalla Gazzetta dello Sport e dagli Enti pubblici
e privati che hanno finanziato il progetto, tra
cui la Regione Lombardia, il Museo è adesso
pronto per aprire i battenti. La sua inaugurazione
è attesa tra la fine estate e inizio autunno.
Quello che un campione come Fiorenzo Magni, Presidente
della Fondazione Museo del Ghisallo, ha definito
con giusta enfasi il Tempio sacro
del ciclismo attende campioni di ieri e oggi,
tecnici e appassionati. DallItalia e dallestero.
Gli enti coinvolti nel progetto Museo, oltre a
Regione Lombardia, e Gazzetta dello Sport, sono
la Provincia di Como, la Comunità Montana
Triangolo Lariano, il Comune di Magreglio, il
Coni Provinciale di Como, la Fondazione Museo
del Ciclismo -Madonna del Ghisallo, la Parrocchia
di Santa Marta Vergine e lUniversità
degli Studi dellInsubria. Hanno inoltre
aderito i Comuni di Asso, di Barni, di Caglio,
di Eupilio, di Lasnigo e di Sormano. Domani mattina,
sabato 6 maggio, la delegazione lombarda farà
visita a Marcinelle per ricordare la tragedia
avvenuta proprio cinquantanni fa nella miniera
del Bois du Cazier: a causa di un incendio morirono
262 minatori, 136 dei quali italiani. Saranno
presenti il Console generale italiano in Belgio
e le autorità locali. Anche il Giro dItalia
renderà omaggio alle vittime: delle quattro
tappe che si svolgeranno in Belgio una, quella
di domenica, arriverà proprio a Charleroi-Marcinelle.
Al Museo del Ghisallo il Giro dItalia dedica
anche lultima tappa, che partirà proprio
dal Ghisallo, a sottolineare limportanza
che la Gazzetta dello Sport e il mondo del ciclismo
in generale vogliono dedicare alla nuova realtà
mussale.
COMUNICATO
STAMPA
partenza della tappa
conclusiva del Giro e benedizione
dellultima pietra
MUSEO
DEL GHISALLO
cuore mondiale
del ciclismo
MADONNA DEL GHISALLO
(MAGREGLIO)
28
maggio 2006
Il Ghisallo, sede storica del ciclismo
mondiale, accoglie la partenza della 21°
tappa dell89° Giro dItalia: Museo
del Ghisallo Milano (partenza alle 13.40).
Lultima tappa del Giro 2006 lega idealmente
la città natale de La Gazzetta dello
Sport e delle grandi competizioni ciclistiche
da essa organizzate con il colle del Ghisallo
raggiunto per la prima volta nel Giro di Lombardia
del 1919. Armando Cougnet (cofondatore della rosea
e primo organizzatore del Giro) lo scoprì
e Don Ermelindo Viganò (allora rettore
del Santuario) ottenne la Bolla Pontificia che
lo riconobbe come luogo di culto della Madonna
Protettrice dei ciclisti. Sacro e profano
ritornano ad incontrarsi sul Ghisallo nel momento
in cui prende vita il Museo del Ciclismo - Madonna
del Ghisallo. Una costruzione, unica nel suo genere
per lo spettacolare contesto ambientale in cui
è inserita e per lemozionante memoria
evocata dalle imprese ciclistiche che lo hanno
visto come meta di tante competizioni, a tutti
i livelli, come destinazione finale di donazioni,
pellegrinaggi o frequentazioni non solo dei campioni
delle due ruote, ma anche di semplici appassionati.
La
pietra di marmo proveniente dalle Cave di Michelangelo,
in Versilia, portata per loccasione
dalla staffetta ciclistica Tour di
Michelangelo costituita da cicloamatori
della città di Freising (Baviera), dove Papa
Benedetto XVI è stato Arcivescovo per diversi
anni, giunge alle ore 10
in cima al Colle del Ghisallo
per poter essere scolpita sul luogo. Il messaggio
scolpito dedicato al Museo, inserito successivamente
sulla roccia del salone
centrale, rappresenta lultimo atto
della costruzione.
31
maggio 2006
Lultima pietra del Museo entra
alle ore 9
in Città del Vaticano
accompagnata dalla staffetta
ciclistica Tour di Michelangelo
proveniente da Freising. Omnia Vincit Amor
è il messaggio, inciso sulla pietra, che
la staffetta porta in segno di
devozione religiosa e di omaggio al Santo
Padre per
l attesa benedizione.
Lultimazione
del Museo vuole infatti essere un atto di amore
per il ciclismo, nel luogo più caro allo
sport delle due ruote, il Ghisallo, noto a tutti
come meta spirituale e culturale. Un luogo semplice
e fecondo come leffige della Madonna del
Ghisallo custodita allinterno del Santuario,
venerata dal XVI° secolo a protezione dei
viandanti e dal 13 ottobre 1949 eletta da Papa
Pio XII° a Madonna Patrona dei ciclisti.
Nella ricorrenza del 500° anniversario di
costruzione della Basilica di San Pietro è
la stessa pietra bianca delle Cave di Azzano (Seravezza-Versilia)
a ricordare simbolicamente la materia scelta da
Michelangelo per le sue insigni opere rinascimentali.
E proprio dal Rinascimento che ci giungono
i primi disegni di Leonardo da Vinci che richiamano
il funzionamento dei primi mezzi di locomozione.
La bicicletta deve molto a tutti i suoi inventori
ed a quello spirito tipicamente bucolico, ben
cantato da Virgilio,
richiamante lantico motto universale
latino Omnia Vincit Amor.
Il
messaggio portato in Città del Vaticano attraverso
Freising, Liechtenstein, Chur, San Bernardino,
Bellinzona, Gavi, Madonna del Ghisallo, Forte
dei Marmi, S. Vincenzo, S. Marinella, vuole riassumere
anche lauspicio della Fondazione Museo del
Ciclismo - Madonna del Ghisallo, presieduta da
Fiorenzo Magni, e di quanti si sono riuniti intorno
ad essa, tecnici, consiglieri, volontari e sportivi,
che lopera venga amata ed apprezzata con
lo stesso spirito di conquista civile e rispettosa,
sempre promosso dallo sport delle ruote. Lo spirito
con cui Costante Giarardengo, sotto pioggia, vento
e neve, nel 1919 passò per la prima volta
sul Colle del Ghisallo e giunse con una fuga solitaria
di ben 170
chilometri allarrivo
di Milano. Lo stesso spirito che, nonostante
le rivalità che da Bartali e Coppi
hanno caratterizzato tante sfide, anima ancora
le imprese agonistiche di oggi.
RELAZIONI
STAMPA
Giulio
Mauri
328.965.94.50
Debora
Buzzi
328.217.62.20
CICLISMO Giulio
Mauri.Cantù 11.04.06
DOMENICA 23 RIAPRE IL SANTUARIO
MUSEO: LAVORI QUASI ULTIMATI
GHISALLO I
lavori di restauro del Santuario della
Madonna del Ghisallo, patrona di tutti i
ciclisti, resisi urgenti e necessari per le
infiltrazioni di acqua dal tetto e la vetustà
delle mura sono stati ultimati. In concomitanza
delle festività di Pasqua, le biciclette
dei più famosi campioni, come le tantissime
maglie donate con molti cimeli al Santuario potranno
già essere riviste nella nuova collocazione.
Domenica 23.04 invece, dopo cinque mesi di
chiusura, si avrà la riapertura ufficiale.
Avverrà in concomitanza con la Pasqua del
Ciclista e la 29° Rosa del Ghisallo, raduno
cicloturistico (valido per il Trofeo Lombardia)
che costituisce il fiore allocchiello del
Gruppo Sportivo Madonna del Ghisallo che ha seguito
e aiutato la realizzazione dei lavori e la custodia
dei cimeli come è nei suoi scopi ed intenti.
Lavori di restauro eseguiti dalle imprese edili
Mario Casanova di Magreglio e Maurizio Roncato
di Fenegrò, con la direzione dei lavori affidata
allo Studio degli architetti Paola Calafiore e
Ombretta Corti. La Mapei prodotti per ledilizia
- grazie al presidente dott. Giorgio Squinzi ha
offerto alcuni materiali e lAmministrazione
Provinciale di Como sulla base dellaccordo
di programma sottoscritto in Regione
(il 4.03.2005) aveva stanziato 100 mila
euro. Con la stessa finalità lamministrazione
comunale di Magreglio ha partecipato con un contributo
di 5.000 euro. Al taglio del nastro all'ingresso
della Chiesetta (fissato per le 11) interverranno
anche alcuni noti campioni del pedale, autorità,
atleti e sportivi, subito dopo seguirà
la celebrazione di una Messa da parte del
rettore don Luigi Farina. Al termine è previsto
un buffet presso il ristorante Ghisallino offerto
dalla Parrocchia di Magreglio. In dirittura d'arrivo anche
i lavori del Museo del Ciclismo voluto dalla
Fondazione, che domenica 28 maggio, prima della
partenza dellultima tappa che si concluderà
a Milano, potrà essere visitato da tutti
i partecipanti e dall'intera carovana dell89°
Giro d'Italia.
UNA
MOSTRA DEDICATA AL CAMPIONISSIMO ALLA PRESENTAZIONE
DELLA SETTIMANA INTERNAZIONALE DI COPPI E BARTALI
In
occasione della presentazione della Settimana
Internazionale di Coppi e Bartali (lunedì
27 febbraio alle ore 10,00) allHotel Les
Bains di Riccione si potrà ammirare una mostra
dedicata a Fausto Coppi. La mostra, realizzata
dal pittore bolognese Claudio Pesci, propone diciotto
ritratti a grandezza naturale del campionissimo;
uno per ogni maglia indossata nel corso della
carriera.
CLAUDIO
PESCI
Nasce
a Trebbo di Reno - Castel Maggiore (Bologna) l1
giugno 1947. Cresciuto nel solco della tipografia,
tra vocazione materna e primi studi (allIstituto
Aldini-Valeriani di Bologna, sotto la guida di
Alessandro Cervellati e Francesco Fantuzzi), inizia
ben prima dei ventanni a lavorare come disegnatore.
Dopo aver portato a maturazione le proprie capacità
pittoriche, tra la fine degli anni Sessanta e
linizio dei Settanta, allAccademia
di Belle Arti (prima a Düsseldorf e poi a
Bologna), le mette al servizio della grafica,
lavorando per trentanni nellAmministrazione
Pubblica del capoluogo emiliano, dove ancora vive.
Non abbandona però mai la pittura, in particolare
lacquerello, e anzi, con il passare degli
anni, larricchisce di vecchi e nuovi incontri.
Nascono così molte delle sue ultime mostre
in Italia e allestero: tra le altre si possono
ricordare quelle sulla sua montagna (il Trentino
di Fai della Paganella) e sui suoi uomini (101
ritratti che fanno parte della storia di Claudio
Pesci), quelle sulle acque dellAppennino
emiliano e sulle memorie segnate nelle pietre
delle trincee del Carso e questa su Fausto Coppi
e la sua terra.
Stefano Bertolotti

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